1. Offrire agli artisti, per due settimane la possibilità di lavorare insieme su un tema comune, la "Collezione Prospettiva", confrontandosi e stimolandosi a vicenda. 2. Arricchire l'esperienza lavorativa della Cooperativa Prospettiva attraverso il contatto diretto quotidiano ed il confronto con gli stessi artisti; 3. Rappresentare un importante momento formativo, sia per gli utenti dei diversi corsi attivi all'interno della cooperativa, sia per l'intero territorio, con l'apertura dell'iniziativa alle scuole del territorio, ai centri estivi e, più in generale a tutte le strutture di aggregazione interessate. 4. Promuovere una serie di eventi espositivi nei quali raccogliere il concreto risultato delle due settimane di lavoro. L'apertura della prima mostra espositiva che coinciderà con la cerimonia di chiusura del Simposio nei locali della Cooperativa Prospettiva, per esibire i lavori pronti al momento con la presenza diretta degli artisti, e quindi avviare una serie di esposizioni itineranti con l'intera produzione realizzata. Per questo, oltre a due esposizioni in via di definizione a Trieste e a Muggia nell'autunno del 2000, sono già state programmate due esposizioni a Parigi ed Anversa nella primavera del 2001, oltre alla partecipazione alla Mostra Ceramica di Castellammonte (TO) nell'agosto 2001. Proprio a tale scopo è stato chiesto a tutti gli artisti di lasciare almeno per un anno a disposizione della Cooperativa, tutte le opere realizzate durante il Simposio; 5. Evidenziando il carattere internazionale dell'evento, promuovere l'immagine della città di Trieste e del suo territorio, come rinnovato fulcro di movimento e confronto artistico e culturale, peraltro coerentemente in linea con la sua storia e la sua posizione geografica. Per questo, oltre al coinvolgimento della stampa e radiotelevisione locale, con cui stiamo ipotizzando l'allestimento di interventi in diretta durante lo svolgimento del Simposio, occorre sottolineare che è già stato previsto ed organizzato il puntuale resoconto dell'intera iniziativa, grazie alla presenza di Irene Bateman, ceramista e critica d'arte inglese, che si occuperà di curare le interviste ai maestri durante il loro lavoro, nonché di stendere i testi da pubblicare sui quotidiani e sulle principali riviste internazionali del settore ceramico, quali Ceramic Review (GB), Ceramics Monthly (USA), Kerameiki Techni (GR) e Ceramique et Verre (F) e sul catalogo illustrativo della mostra. |